Nicola Cristadoro, Carne da Cannone. La trappola dell’arruolamento di personale straniero nell’esercito russo per l’impiego sul fronte ucraino
Luglio 2026
In questo approfondito e dettagliato paper, Nicola Cristadoro analizza le strategie sistematiche usate dalla Russia per arruolare cittadini stranieri nel conflitto in Ucraina. A rimpiazzare le perdite militari al fronte, sono i più vulnerabili: all’interno dei confini, i migranti, gli studenti in visita, i detenuti. All’estero, i poveri, i disillusi, i giovanissimi. Alla coercizione fisica e psicologica, si accompagnano frequentemente l’inganno economico, la promessa della cittadinanza, ma anche il ricatto legale e le trappole messe in atto dalla polizia. E su tutto, una architettura destinata al reclutamento che coinvolge un network consistente di promotori, influencer, intermediari, istituzioni statali, figure politiche.
I cittadini dell’Asia centrale detenuti nelle carceri russe sono stati a lungo il target prediletto del reclutamento ingannevole e arruolamento coatto del gruppo Wagner: obiettivi scelti per la loro familiarità con la lingua e per le eventuali ripercussioni che avrebbero potuto subire una volta rientrati in patria. Migranti vulnerabili, spesso finiti in galera per reati di minore conto e condannati a pene spropositate.
Ma il sistema di arruolamento di stranieri nell’esercito russo, nel tempo, si è evoluto. Hussein, indiano, arriva in Russia con visto studentesco per studiare la lingua; per mantenersi cerca un lavoro su Telegram ed entra in contatto con una ditta di spedizioni pronta a dargli un impiego. Nell’aprile 2024 mentre sta per effettuare una consegna a Mosca, viene fermato e perquisito. La merce che doveva consegnare è droga: viene arrestato e condannato a sette anni di colonia penale. Mentre cerca di fare ricorso per la condanna, gli viene offerta la scappatoia dell’arruolamento come operatore di droni nell’esercito. Nel settembre 2025 finisce al fronte, a combattere contro l’Ucraina. Uno dei tanti migranti finiti nella trappola delle false accuse.
C’è chi è arrivato in Russia dal Medio Oriente attratto da offerte di lavoro in campo edile, trovandosi poi indebitato per il viaggio e come unica offerta di impiego, quella di entrare nell’esercito russo. Uno dei tanti migranti in cerca di un lavoro legittimo e regolare, finito nella trappola dei falsi annunci.
Ci sono giovani cittadini africani approcciati su Discord tra una partita di videogames e l’altra. Tra i tanti ad aver avuto contatti di reclutatori sui social media e nelle piattaforme di gioco. Ci sono canali TikTok e Telegram in lingua araba che pubblicizzano in chiaro offerte di visto per chi vuole arruolarsi nell’esercito russo. Sono gli influencer del reclutamento.
Ci sono poi governi, come il Kenya, che hanno deciso di difendere attivamente la comunità locale dai tentativi di reclutamento e arruolamento della Russia scendendo in campo contro le agenzie di collocamento non conformi, con i loro annunci di lavoro fasulli, e attivando una campagna di alert per la popolazione.
Mentre, in Brasile, emerge anche il caso del reclutamento femminile destinato alla nuova “catena di montaggio bellica” del XXI secolo: l’assemblaggio dei droni.
Vi è, comunque, molto di più: sono almeno 130 i Paesi coinvolti nel reclutamento militare russo, attraverso situazioni di inganno, costrizioni e possibilità di scelta limitate. Ma non va dimenticata anche la leva economica, usata per favorire l’arruolamento volontario negli scenari globali dove estrema povertà e scarse risorse influenzano enormemente la decisione di target fragili.
