
I cittadini dell’Asia centrale detenuti nelle carceri russe sono stati a lungo il target prediletto del reclutamento ingannevole e arruolamento coatto del gruppo Wagner: obiettivi scelti per la loro familiarità con la lingua e per le eventuali ripercussioni che avrebbero potuto subire una volta rientrati in patria. Migranti vulnerabili, spesso finiti in galera per reati di minore conto e condannati a pene spropositate. Ma il sistema di arruolamento di stranieri nell’esercito russo, nel tempo, si è evoluto. Leggi tutto…



