
Elicitazione: un processo finalizzato a raccogliere informazioni da una persona inconsapevole di essere stata presa di mira. Una normale conversazione può trasformarsi, per chi fa domande, in una raccolta di informazioni preziosa, possibilmente mirata a specifiche informazioni professionali e personali. Sono questi i dati che più di ogni altro possono interessare un operatore di intelligence e sono questi i dati più a rischio che target non educati ad arginare o riconoscere la minaccia, rischiano di divulgare inconsapevolmente a un servizio di intelligence straniero o ad entità non-statali ostili (un gruppo terroristico o una organizzazione criminale) , con conseguenze anche gravi se la loro posizione professionale risulta fra quelle “sensibili”.
In una fase di elicitation, il processo di contatto e comunicazione sul lungo termine è fondamentale e sempre più raffinato. Questa brochure informativa diffusa dalla Defense Counterintelligence and Security Agency del Dipartimento della Difesa americano, mette in guardia da comportamenti e approcci che rappresentano un rischio per la sicurezza personale e nazionale.
Chi fa elicitazione, sfrutta la tendenza delle persone a lamentarsi e i dettagli sui disagi nel posto di lavoro nascondono ricche informazioni: mancanza di risorse, conflitti fra colleghi, problemi di personale, tagli economici ecc. L’.operatore sotto copertura di una intelligence ostile che pratica l’elicitazione :
- Sfrutta strumenti apparentemente innocui come sondaggi o questionari inviati al target.
- Mostra una finta plateale ignoranza su concetti o realtà importanti, ponendo domande apparentemente ingenue e semplici su argomenti precisi, sfruttando l’istintivo desiderio del target a mostrarsi ben informato e padrone dell’argomento.
- Non esita a fare affermazioni false in maniera consapevole, aspettandosi di essere corretto dal target con informazioni più precise e dettagliate.
- Spinge il target ad approfondire l’argomento attraverso manifestazioni di entusiasmo e adulazione.
- Fornisce al target informazioni “di valore” in un apparente scambio di confidenze basate sulla fiducia.
- Si insinua nel processo di revisione di documenti classificati, una pratica comune fra dipendenti e professionisti della sicurezza che cercano revisori specializzati su argomenti sensibili.
- Sfrutta la tecnica del bracketing, arrivando all’informazione specifica che vuole ottenere non con una domanda diretta ma attraverso una sorta di sondaggio in cui alterna domande mirate ad altre di scarso interesse.
- Manipola il senso di solidarietà o consapevolezza del target facendo domande mascherate da affermazioni, ad esempio commentando o lamentando una dinamica di cui vuole avere conferma come se fosse ciò che succede nel suo lavoro.
- Usa la critica al target o al suo lavoro come approccio per ottenere delle smentite o degli approfondimenti sull’argomento di cui il target è a conoscenza e che, inevitabilmente, finirà per difendersi, esponendo in maniera più approfondita il suo lavoro o l’argomento di interesse per l’operatore di intelligence che lo ha preso di mira.
Educare alla minaccia e ai processi di elicitazione è una buona pratica che non deve limitarsi solo al comparto sicurezza di uno Stato ma deve coinvolgere tutta la pubblica amministrazione e l’intera società civile, a partire dalle imprese e dal sistema universitario.

